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San Sebastiano

 

20 Gennaio 2016

La festa religiosa più sentita dagli acesi è quella per il Santo compatrono della città San Sebastiano Martire. Il culto per il Santo centurione affonda le sue radici nel ‘400, quando il terribile morbo della peste colpiva intere popolazioni. Anche Acireale fu gravemente colpita dal male contagioso e fu così che il popolo si rivolse a San Sebastiano per auspicarne la guarigione.

San Sebastiano nacque a Narbona, in Francia. Fu un legionario romano sotto Diocleziano e Massimiliano, dalla nascosta fede cristiana. Appena scoperta quest’ultima, fu condannato prima alla trafizione mediante frecce.
La leggenda narra che di notte alcuni cristiani si recarono sul posto per dargli sepoltura. Accortasi che era ancora miracolosamente vivo, una nobildonna di nome Irene lo soccorse e lo accolse nel suo palazzo del Palatino. Riacquistata la salute, anzichè seguire l’invito dei cristiani ad abbandonare Roma per avere salva la vita, egli decise di dichiarare pubblicamente la sua fede in Cristo. Fu ucciso, probabilmente tra la fine del III sec. e l’inizio del IV sec. mediante flagellazione nell’ippodromo del Palatino e il suo corpo gettato in una cloaca.

L’apertura dei festeggiamenti si ha il 1º gennaio per poi arrivare al 16-17-18 con le sere del triduo solenne e al 19 sera, giorno della vigilia della festa. Prima della santa messa si effettua una piccola processione delle reliquie del santo. Dopo il rientro in chiesa si celebra la santa messa. Successivamente, intorno alle ore 22:00 vengono suonate le “sette chiamate”. Il giorno 20 giorno della festa la chiesa viene aperta verso le 5:30 del mattino. Poi, cominciano, dalle 6:15, le Sante Messe dei Devoti, Messe dedicate principalmente alla preparazione di questi ultimi alla festa. Verso le 7:15 cessano le messe. Alle 7:20 circa, entrano in Basilica i Devoti gridando a squarciagola frasi in lingua siciliana. Poi, verso le 7.30, il momento più commovente: l’apertura della cappella da parte del Decano della Basilica. In seguito, il Fercolo (Vara, in dialetto) settecentesco è imbullonato alla macchina lignea, anch’essa settecentesca (il “Baiardo”, restaurato e rinforzato nei secoli). Alla fine, alle undici, la consegna del Santo alla Città.

Come tutte le feste religiose, anche quella di San Sebastiano ha l’Ottava: otto giorni dopo la festa, la sera del 27 gennaio San Sebastiano è esposto alla città, esegue un giro della Piazza, e poi rientra in Basilica.

Da ricordare altre due tappe caratteristiche della processione: alle 16 il Santo sosta davanti alla vecchia stazione di Acireale per salutare il passaggio di un treno, rievocazione di un evento della prima guerra mondiale. Intorno alle 22 in viale Regina Margherita gli spettacolari fuochi d’artificio illuminano il cielo di sfavillanti colori.