Vecchia Ferrovia – Timpa Falconiera

 
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vecchia ferrovia

Sulla SS114, in corrispondenza dell’ingresso per Acireale, si imbocca la strada che scende verso il mare in direzione S. Tecla. Percorsi circa 300 metri dal semaforo, l’inizio del sentiero, difficilmente riconoscibile, si apre sulla sinistra, di fronte alla Via Malascesa. Alcuni brevi tornanti piuttosto ripidi consentono di raggiungere l’antico tracciato di una ferrovia dismessa, caratterizzato dalla presenza di tre tratti in galleria. Si attraversa una parte della Timpa poco antropizzata (timpa del Belfrontizio e timpa Falconiera) che offre ampi scorci sugli imponenti canaloni a strapiombo e un magnifico panorama sulla costa in un’area di grande ricchezza vegetazionale. Piccoli lembi di boschi termofili a Quercia virgiliana si alternano alla macchia mediterranea ed ai “giardini” di limoni, coltivazioni tipiche della zona. Sulle creste rocciose e lungo il tracciato si scorge l’Euphorbia arborescente, arbusto emisferico che, come adattamento al prolungato periodo di siccità, perde le foglie nei mesi estivi per rivestirsi di verde a partire dall’autunno. L’impronta dell’uomo si rinviene anche osservando alcune essenze esotiche naturalizzate: il Fico d’India e l’Ailanto, quanto mai presenti nella vegetazione naturale della Timpa.

Percorrendo questo sentiero è possibile osservare in volo la Ghiandaia, il Gheppio e la Poiana.

La prima parte del tracciato è abbastanza disagevole in quanto il sentiero è parzialmente ostruito da roveti. In questo tratto si incontra una grotta lavica visibile sia a destra che a sinistra del percorso. Queste grotte sono costituite da un tunnel lavico, una conduttura isolante che permette alla lava di raggiungere anche notevoli distanze dal punto di emissione. La lava raffreddandosi nelle sue parti più esterne, crea dei solidi argini laterali che, crescendo verso l’alto, si congiungono formando un tetto. La genesi della grotta è legata allo svuotamento del tunnel lavico che può avvenire durante o al termine dell’eruzione. Questa grotta si presenta con un discreto sviluppo ed è caratterizzata dalla presenza di tipici rotoli di lava alla base delle pareti generate dal repentino raffreddamento dell’interno del tunnel lavico ed il successivo distacco dalla parete di una lamina di lava che si accartoccia alla base. Proseguendo si incontra la prima galleria, da questo punto in poi il sentiero diventa agevole e privo di ostacoli. Il tratto in galleria è interrotto da ampi canaloni che solcano il costone roccioso. Le gallerie lasciano di volta in volta il passo a splendidi punti di osservazione dove è possibile ammirare un vasto scorcio della costa ionica e la base della Timpa di Santa Tecla, una ampia zona pianeggiante, interamente ad agrumeto, costituita da terrazzi marini e depressioni colmate con materiale alluvionale e frane.

L’ultima galleria, con uno sviluppo complessivo di 468 m, è la più lunga ed affascinante. Su una chiave di volta è inciso l’anno di conclusione dei lavori di costruzione di questo incantevole tratto di ferrovia: 1912. Notevole è la qualità costruttiva del manufatto che ad oltre un secolo di distanza si presenta intatto. L’interno delle gallerie è interamente rivestito di basolato lavico che, oltre ad ornarne la volta, assolve una importante funzione statica. Oltrepassate le gallerie si prosegue lungo il sentiero fin quando si incontra un cancello. In questo ultimo settore la scarpata è addolcita da una ampia fascia a pendenza più blanda, costituita da colate laviche storiche.

E’ questo il momento di tornare indietro e ripercorrere in senso inverso questo splendido tracciato.

 

Difficoltà: 

Bassa

Lunghezza a/r :
6 km

Tempi di percorrenza:
4 ore

Punti di ristoro:
no