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Chiazzette

 
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chiazzette

L’antica “scala di Aci”,  in passato importante via di collegamento per il commercio, consente ancora oggi di giungere in modo agevole, partendo dalla Piazza Duomo di Acireale, l’antico borgo marinaro di Santa Maria La Scala. Da Piazza Duomo, imboccata la via Romeo (un tempo la via della marina) si raggiunge il quartiere Suffragio e l’omonima chiesa. Attraverso un agevole sottopassaggio ferroviario ed attraversata con grande prudenza la SS114, si accede all’ingresso del sentiero.

Leonardo Vigo nelle sue notizie storiche su Acireale segnala la realizzazione della “scala di Aci” come una delle opere più ardite a conferma del progresso economico e civile di Acireale nel ‘600.

La fortezza del Tocco, posta all’inizio della discesa, testimonia l’importanza strategica di questa via di comunicazione. “Fortezza seu Bastione”, che sovrasta Santa Maria La Scala (1592-1616), progettata dall’ing. Camillo Camillian, venne costruita dal vicerè Francesco Lemos, conte di Castro a difesa della città dall’intensificarsi delle scorrerie turche nel litorale ionico. La fortezza venne attrezzata con due piccoli cannoni il cui sparo (tocco) serviva come segnale di pericolo.

Il sentiero, in tutto sette rampe in basolato o “lastricato” lavico, ognuna delle quali termina con una piazzetta (da qui il termine dialettale chiazzette) dotata di sedili in pietra lavica, offre scorci panoramici di rara bellezza, consentendo l’osservazione della tipica vegetazione della Timpa. Le successioni laviche del costone, una sequenza di ben cinque colate laviche variamente fessurate  talvolta alternate a materiale tufaceo e sabbioso incoerente, sono particolarmente visibili lungo questo sentiero, una autentico spaccato sul passato più antico del vulcano Etna. Lo spessore delle colate laviche osservabili su questo settore del costone è in media di circa 20 metri. Osservando da vicino queste lave è possibile osservare pregevoli cristalli di pirosseno di 6-7mm di dimensione. Lungo il sentiero si incontra una cappella votiva dedicata al SS. Crocifisso della Buona Nuova, purtroppo attualmente in stato di abbandono. L’azione degli agenti meteorici ed il deflusso delle acque piovane hanno causato locali dissesti e franamenti minacciando più volte il sottostante abitato di Santa Maria La Scala.

Dopo il settimo ed ultimo tornante, si imbocca sulla destra un viottolo costituito da un sistema di scalinate in pietra lavica che si snoda tortuoso attraverso un verdissimo agrumeto. Fino a poco tempo fa, giunti sulla spiaggia ci si poteva rinfrescare, tra i canneti, alla purissima sorgente Miuccio; al momento ciò non è più possibile poichè l’acqua viene captata. Da qui inizia la visita del pittoresco borgo marinaro di Santa Maria La Scala. Qui la costa nel tratto più settentrionale, oltre la Pietra Sarpa, è impreziosita da basalti colonnari di indicibile bellezza, generati dal lento raffreddamento della lava che, contraendosi, si frattura in prismi di notevoli dimensioni.

Il sentiero in salita può essere percorso in senso inverso sfruttando una valida alternativa alla scalinata finale: dalla piazza principale un sentiero rettilineo conduce fino all’inizio delle sette rampe.
Lunghezza a/r :
2,5 km

Dislivello:
130 m

Difficoltà:
elevata

Tempi di percorrenza:
2 ore

Punti di ristoro:
Fontanella dopo il primo tornante.
Bar nella piazza principale di S. M. La Scala, dove è possibile gustare
la tradizionale granita alla mandorla.

Peculiarità geologiche: sovrapposizione di lave antiche.